asiago. I Comuni e la Comunità montana lanciano un progetto per rispondere alla crisi
Il rilancio dell’economia
parte dalla tradizione
Gerardo Rigoni
Il recupero del sapere antico nella ricerca di nuovi prodotti
Domenica 01 Febbraio 2009 PROVINCIA, pagina 25 e-mail print
L’Altopiano vanta una lunga tradizione nel settore agroalimentareL'Altopiano guarda al passato per cercare di rilanciare il proprio futuro. Attraverso gli antichi mestieri da cui l'Altopiano traeva da vivere, dall'agroalimentare e dal bosco all'artigianato, gli enti locali altopianesi vogliono cercare di creare opportunità lavorative e di sviluppo in alternativa a quelle offerte dall'espansione edilizia.
Recentemente si è svolta una conferenza dei sindaci dell'Altopiano, a cui hanno partecipato esponenti della Regione, di Veneto Agricoltura e dell'azienda “Rigoni di asiago”: al centro la discussione su un possibile modello territoriale di sviluppo ecocompatibile, per trasformre l'Altopiano in un'area di eccellenza. Si è parlato della necessità di trovare alternative di lavoro, esigenza data dall’obbligo di migliorare l'ambiente e la qualità della vita anche in chiave turistica.
Attualmente ci sono oltre 1700 lavoratori altopianesi che ogni giorno scendono in pianura per lavorare. A questi si aggiungono le centinaia di lavoratori impegnati nelle imprese legate all'edilizia, imprese che costituiscono il 70% delle aziende iscritte al mandamento di Assoartigiani. È a questi lavoratori, e alle future generazioni, che gli enti hanno pensato quando hanno deciso di elaborare una progettualità dinamica, da calibrare nel tempo e nello spazio, per individuare azioni e risorse per creare vie di sviluppo economico, alternative all’edilizia e al turismo.
Tra le idee da approfondire, un centro di studio sulle bioenergie e la possibilità di recupero di acque piovane e bianche. Tra le idee che potrebbero essere realizzate velocemente, il potenziamento e la valorizzazione delle attività agroalimentari e della conduzione del bosco attraverso filiere che vanno dalla lavorazione del prodotto fino alla sua commercializzazione, con la creazione di nuovi prodotti tipici ma non solo di tipo alimentare, ma anche di cosmesi, di erboristeria, di piccolo artigianato. Per gli edili invece, la trasformazione verso un’edilizia ecocompatibile e innovativa, con utilizzo esclusivamente di materiali ecologici, di riscaldamento alternativo e di energia solare.












