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GLI INDUSTRIALI CONTRO IL PAT SALVAASIAGO...
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Messaggio GLI INDUSTRIALI CONTRO IL PAT SALVAASIAGO... 
 
Riporto questo articolo dal  GIORNALE DI VICENZA
asiago/1. Industriali, artigiani e commercianti criticano il documento preliminare

«Le previsioni del Pat
bloccano lo sviluppo»
Sì all’equilibrio, no al blocco totale di ogni trasformazione
Martedì 27 Gennaio 2009 PROVINCIA,
Le categorie criticano le previsioni sul futuro urbanistico di Asiago«L'analisi sviluppata nel documento preliminare al Pat è per molti aspetti stimolante ed è in linea di principio condivisibile l'obiettivo del riequilibrio del territorio su cui poggiare le future politiche di pianificazione». Così i rappresentanti delle Associazioni Industriali, Artigiani e Commercianti dell'Altopiano commentano il documento recentemente presentato dall’Amministrazione comunale di asiago. Tuttavia, aggiungono, «il documento non sempre risulta convincente nel legame che istituisce tra la sostenibilità ambientale e quella economica e sociale».
Secondo le categorie, il territorio «non ha una valenza solo ambientale, ma è anche un'attrattiva turistica, fonte di benessere per l'economia locale. L'intenzione di dare spazio a un uso sostenibile della risorsa territorio deve avvenire puntando sulla qualità degli interventi piuttosto che sulla semplice conservazione dell'esistente. I criteri di un'edilizia sostenibile sono molto selettivi, soprattutto nelle aree montane, e hanno generato un'innovazione molto spinta nell'uso dei materiali, nelle tecniche costruttive, nelle tecnologie di fornitura energetica e termica. asiago potrebbe essere uno dei poli più significativi, almeno nel Veneto, per l'edilizia sostenibile». L’attenzione alle risorse rinnovabili, dicono ancora le categorie, si potrebbe sposare con una gestione del paesaggio che risponda ai criteri di attrattività».
Quanto alla questione delle “seconde case", «nel documento preliminare c'è una critica drastica nei confronti delle residenze turistiche. Il fenomeno deve essere ben governato, sapendo che non è per nulla uniforme: vi sono molte zone dell'arco prealpino e alpino che auspicano l'attrazione di investitori con queste caratteristiche, pertanto non può essere condiviso un drastico e generalizzato blocco di questo tipo di offerta turistico-immobiliare».
Le categorie criticano la genericità dei contenuti: «Il rilancio del turismo è evocato in molti punti, ma manca l'idea forte in grado di sostenerne una programmazione efficace. La genericità degli intenti deriva anche dalla condanna senza quartiere del fenomeno della seconda casa. Del resto, nel documento non è stato definito con precisione che cos'è un “parco turistico” e non sono stati forniti i criteri della sua localizzazione. Ancora, dalla constatazione della carenza di servizi urbani e turistici non si passa a una loro programmazione concreta per i turisti alberghieri, extraalberghieri o solo domenicali. Questa è la strada per transitare davvero, come auspica il Documento, da un “turismo dei beni” a un “turismo dei servizi”».
Un ulteriore punto critico riguarda l'intenzione di modificare previsioni di espansione edilizia già riconosciute dal Prg vigente, ma non ancora attuate. «Un indirizzo così drastico, se interpretato alla lettera, potrebbe addirittura trovare applicazione anche nei confronti di piani attuativi già presentati all'Amministrazione, ma che non hanno ancora ultimato il loro iter di approvazione. Tali scelte, se fossero confermate nel Pat, si ripercuoterebbero in modo pesante a danno dei privati e delle imprese che, proprio sulla base delle previsioni di Prg hanno programmato investimenti e progettato iniziative. Sollecitiamo una riflessione attenta sulle modalità che si vorrebbero impiegare per conseguire un simile obiettivo, evitando che un intervento unilaterale possa tradursi in politiche di pura conservazione dello stato di fatto e stravolga unilateralmente il quadro di riferimento costituito dalla pianificazione generale consolidatasi negli anni, sul quale gli operatori economici si sono legittimamente basati per programmare le proprie iniziative imprenditoriali».
Le categorie economiche si augurano infine che il Comune di asiago voglia dilatare la fase di concertazione sul documento preliminare: «Il pericolo da scongiurare - dicono - è quello di pensare che il riequilibrio del territorio si traduca esclusivamente in un blocco totale di ogni trasformazione».

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Messaggio Re: Le lobby si stanno consolidando contro li PAT DI ASIAGO. 
 
La risposta del sindaco ...

  
asiago. Il sindaco Gios replica alle critiche sul Pat da parte delle categorie economiche

«Edilizia, va stimolato
lo sviluppo alternativo»
Gerardo Rigoni
«Non chiudiamo la porta alle seconde case, anche le ristrutturazioni possono diventare opportunità»
Mercoledì 28 Gennaio 2009 PROVINCIA, pagina 31 e-mail print  
Un panorama innevato della zona abitata di Asiago. FOTO RIGONI«Il nuovo strumento di governo del territorio asiaghese, il Pat, non è un documento contro alcuno o alcunché. Preferisco vederlo come una sfida agli imprenditori, perché investano in impianti, in infrastrutture, in strutture ricreative o ricettive, insomma perché mettano la loro capacità imprenditoriale ed economica a servizio del territorio, trasformando le loro attività in attività economiche di fecondità ripetuta». Commenta così il sindaco di asiago Andrea Gios il comunicato congiunto con cui le categorie economiche criticano il Pat asiaghese che chiude alle nuove edificazioni.
«Inoltre non mi risulta che i commercianti abbiano condiviso il comunicato, e credo che gran parte degli artigiani abbia una posizione critica su ulteriori sviluppi di seconde case - continua Gios - tra l'altro mi fanno sorridere alcuni passaggi del comunicato, pare che con il Pat asiago chiuda la porta al turismo delle seconde case, quando invece si parla solamente di impedire la costruzione di nuove seconde case in zone vergini. Qualsiasi ristrutturazione può essere destinata a seconda casa e le seconde case che già ci sono rimangono, mica le facciamo demolire. Noi riteniamo che il turismo delle seconde case sia importante ma che aabbia raggiunto il suo limite, anzi questo Pat valorizza l'investimento di chi ha comperato casa ad asiago e incentiva il miglioramento del patrimonio immobiliare».
«Non è vero - incalza Gios - che località turistiche incentivino nuove espansioni edilizie. Forse lo fanno località di second’ordine, ma quelle di prestigio, dalla Val Gardena a Madonna di Campiglio e all'Ampezzano, hanno bloccato l'espansione edilizia 25 anni fa, puntando sull'alberghiero e mi pare che abbiano avuto ragione. La forza del Pat è proprio il taglio netto, con il passato stimolando uno sviluppo alternativo all'edilizia, passando da un turismo dei beni ad uno dei servizi senza danneggiare nessuno».
«Con le ristrutturazioni - insiste - si potranno soddisfare le esigenze di lavoro delle aziende artigiane locali senza ripercussioni negative sull'occupazione locale, al contrario di quanto va sostenendo qualcuno. Anzi, questa scelta darà nuova linfa ai nostri artigiani, perché mentre le mega lottizzazioni da 100 appartamenti vengono affidate a grosse imprese esterne al territorio, le ristrutturazioni possono essere effettuate dai nostri artigiani locali. Se prima con le grandi espansioni lavoravano uno o due architetti, una o due imprese locali, con questo sistema lavoreranno 20 architetti, 10 geometri, 20 ingegneri e soprattutto le nostre imprese».
«È prioritario il recupero del patrimonio immobiliare esistente, come prioritaria è la necessità di evitare l'edificabilità su nuove aree d'espansione - conclude Gios - e quest’ultima affermazione non la dico io, ma gli immobiliaristi nella loro osservazione al Prg nel 1995: curioso notare come proprio adesso abbiano cambiato idea».

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Messaggio Re: Le lobby si stanno consolidando contro li PAT DI ASIAGO. 
 
«Limitare
al massimo
le nuove
costruzioni»
Mercoledì 28 Gennaio 2009 PROVINCIA, pagina 31 e-mail print  
Il sindaco Andrea GiosLa parte del documento preliminare del Pat contestata dalle categorie è il secondo capitolo in cui, trattando delle scelte per il governo del territorio, si espone il concetto di riequilibrio territoriale. Si legge: “Il territorio di asiago è caratterizzato da un sistema insediativo costituito da un nucleo urbano centrale e dalle contrade esterne allo stesso, cui fa da tramite il territorio agricolo: il mantenimento di questo elemento distintivo e la definizione dei margini dell'edificato devono costituire punto fondamentale per ogni previsione di nuova trasformazione. In questo senso appare necessario che il Pat limiti al massimo nuove occupazioni di terreno inedificato, valutando la possibilità di prevedere l'esclusione di qualsiasi individuazione di nuove aree destinate a case per vacanza il cui modello di sviluppo ha provocato danni all'ambiente e alla struttura urbana. In sede di Pat dovrà essere valutata la possibilità di stralciare le aree di espansione del vigente Prg la cui attuazione non risulta in essere. Sarà pertanto privilegiata la saturazione del tessuto urbano per il nucleo centrale, con occupazione di vuoti urbani, la saturazione delle zone di completamento ed il massimo riuso dell'esistente, per la salvaguardia, il recupero e la riqualificazione dell'edificato”. G.R.




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