Oggetto: Il blocco delle seconde case..di Andrea Gios
Anche la regione Veneto sta pensando ad una MORATORIA sulle seconde case...
Finalmente si inizia a pensare ad un turismo alternativo ed ambientale.
Ivan Baù
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Articolo completo di Andrea Gios

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Il blocco delle seconde case Settembre 5, 2008
DA “LA NUOVA VENEZIA”
MERCOLEDÌ, 03 SETTEMBRE 2008


Pagina 9 - Regione

dall’inviato Renzo Mazzaro

Altopiano di Asiago deciso il blocco delle seconde case

Stiamo facendo una battaglia atroce, una cosa unica in Italia: stiamo rischiando molto ma non ci fermeremo

ASIAGO. Un silenzio inspiegabile circonda una delle decisioni più rumorose mai prese nel Veneto: il blocco delle seconde case sull’Altopiano di Asiago. Lo ha varato il sindaco del capoluogo Andrea Gios, mettendolo nero su bianco nel programma del nuovo Prg ma soprattutto mettendolo in pratica. Finora ne hanno fatto le spese due società immobiliari che si sono viste negare l’autorizzazione ad un piano di lottizzazione per 100 appartamenti (ex Colonie, zona aeroporto). Ad Asiago il mercato immobiliare arriva anche a 10.000 euro per metro quadrato. Ovvio che i titolari delle due società, decurtate di un giro d’affari per miliardi di euro, non scoppiano dalla gioia. Tanto più che la lottizzazione rientrava nelle previsioni del vecchio Prg. Motivo per il quale il Tar ha accolto il loro ricorso. Ma il Comune di Asiago sta resistendo davanti al Consiglio di Stato. Gios sa che può perdere, ma non molla, anzi inasprisce l’atteggiamento, sostenuto dalla sua giunta che la settimana scorsa ha posto nuovi vincoli con parametri molto rigorosi ad un’altra lottizzazione (località Ebene).
L’uomo è un osso duro: 41 anni, commercialista, un passato di sport agonistico con la squadra di hockey su ghiaccio di Asiago, di cui è stato capitano per quattro stagioni, oltre ad aver giocato in nazionale ed essersi guadagnato una medaglia di bronzo al valore atletico dal Coni. Un tipo che ha passato vent’anni a fare a spallate con gli avversari, scansando o parando colpi proibiti, ha la stoffa per resistere alle pressioni. Niente di minaccioso: gli hanno solo fatto sapere che se perde gli chiederanno i danni. «Ne hanno il diritto - risponde lui pacatissimo -. Come noi abbiamo quello di rivendicare uno sviluppo sostenibile per l’Altopiano, nell’ambito agrosilvopastorale e in quello turistico. Non credo che debba esserci uno sviluppo a tutti i costi».
Signor sindaco, sull’Altopiano di Asiago il turismo finora è coinciso con il mercato delle abitazioni, anche se sta arrivando una botta d’arresto.
«Il mercato delle abitazioni non è il turismo. Il turismo è alberghiero. Il mercato delle abitazioni e delle seconde case è un fenomeno che sta bloccando il turismo, secondo me. Anche se devo dire che, da quanto mi risulta, ci sono dei prezzi in giro tutt’altro che ridicoli».
Quanto?
«Se lei va a cercare un appartamento ad Asiago meno di 5.000-6.000 euro a metro non lo trova neanche adesso. Ci sono transazioni, di cui sono venuto a conoscenza casualmente, in cui sono stati pagati più di 10.000 euro al metro».
Prezzi da Cortina.
«Cortina è sui 20.000, credo. In ogni caso io terrei distinto lo sviluppo turistico del territorio dallo sviluppo edilizio. Lo sviluppo turistico non può prescindere dal blocco dell’edilizia. Il giorno in cui avremo bloccato l’edilizia e convertito il turismo di seconda casa in turismo alberghiero, avremo dato una solida risposta al futuro dell’Altopiano».
Lei ha bisogno degli auguri, perché pretende di rovesciare l’Altopiano come un calzino. Se ne rende conto?
«Le seconde case sono una disfunzione che dobbiamo correggere e riconvertire. E’ una sfida. Stiamo facendo il nuovo strumento urbanistico e abbiamo appena approvato il documento programmatico in cui è scritto che c’è il blocco totale delle seconde case e si punta invece sul recupero del patrimonio immobiliare in abbandono».
Come l’hanno presa i costruttori e gli immobiliaristi?
«Io sono in causa contro le principali società immobiliari di Asiago perché ho bloccato un piano di lottizzazione previsto dal Prg. Aspetto la sentenza tra qualche giorno. Sto subendo grossissime pressioni da questi signori, che peraltro fanno il loro mestiere. Ma non cedo».
Come si chiamano queste immobiliari?
«La Asiago Immobiliare e la Alpina Immobiliare, quelle che hanno costruito di più. Lo scorso agosto abbiamo bloccato un piano di lottizzazione per 100 appartamenti. Loro hanno impugnato la nostra decisione davanti al Tar e hanno vinto, noi abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato e adesso stiamo aspettando la sentenza. Probabilmente perdiamo anche…»
Lei lo dirà per scaramanzia, ma se il piano di lottizzazione è previsto dal Prg, queste immobiliari avevano un buon diritto.
«Sì, ma noi ci stiamo facendo forti su alcune pronunce recenti del Consiglio di Stato, che ha già dato ragione a due Comuni su una posizione analoga alla nostra: Taranto e Genova. Non abbiamo fatto ricorso a occhi chiusi, solo perché ci crediamo. Abbiamo anche il conforto di un po’ di giurisprudenza a favore».
Chi è il vostro avvocato?
«Al Tar l’avvocato Giorgio Orsoni di Venezia, a Roma l’avvocato Pietro D’Amelio. Stiamo facendo delle battaglie atroci su questo fronte, purtroppo i giornali non ci seguono. E si può capire: alcuni sono in mano agli industriali. Ma è una rivoluzione, una cosa unica in Italia, quella che stiamo facendo: difatti son tutti qui che ci guardano. E’ molto rischiosa ma noi ci crediamo. Proprio martedì dell’altra settimana, in giunta, abbiamo posto dei vincoli ad un altro piano di lottizzazione».
Che tipo di vincoli?
«Più che vincoli sono parametri molto rigorosi, che riguardano la volumetria, ridotta del 20% e l’altezza dei fabbricati, portata a due piani più mansarda mentre prima erano 3 più mansarda. Se con il primo piano siamo andati in causa e non è escluso che perdiamo, i prossimi li blocchiamo a ragion veduta. Bisogna mettere un freno. Se chi ci ha preceduto, venti anni fa o anche solo quindici, avesse bloccato l’edilizia, non solo ad Asiago ma anche a Roana, a Gallio e in altri posti, oggi non avremmo grossissimi problemi. E saremmo un po’ più ricchi tutti. Forse qualche immobiliarista meno, ma il resto dell’Altopiano certamente».

Pagina 9 - Regione

Lo stop è previsto nel nuovo Ptrc, già in giunta

La Regione lo estenderà anche all’area di Cortina


VENEZIA. Il blocco delle seconde case non riguarderà solo l’Altopiano di Asiago ma anche il comprensorio di Cortina e altre aree di montagna particolarmente sensibili, dove lo sviluppo turistico finora è proceduto a senso unico, creando scompensi.
Lo prevede il governo del Veneto nel nuovo Ptrc (piano territoriale regionale di coordinamento al quale devono uniformarsi i Prg dei Comuni) che l’assessore Renzo Marangon ha appena consegnato in giunta. Per il momento si tratta di una bozza aperta a discussioni e confronti, in attesa di arrivare in aula dove sarà nuovamente passata al setaccio, per essere approvata entro fine anno. Non sono dunque esclusi cambiamenti, ma è difficile pensare ad un dietrofront sul blocco delle seconde case, che appare come il primo intervento concreto ispirato alla filosofia del «Terzo Veneto», o della «riscoperta del paesaggio del Veneto», annunciata dal presidente Galan al momento della sua rielezione nel 2005.
Va anche detto che il blocco delle seconde case, con lo stop ai piani di lottizzazione comunali, è già operativo da un paio d’anni in Trentino: la Provincia autonoma di Trento l’ha adottato come misura temporanea nelle aree di montagna più gettonate dal turismo, in attesa di un censimento degli immobili, ma soprattutto dello stato dei servizi pubblici.
E proprio al Trentino si è ispirato il sindaco di Asiago Andrea Gios. A conti fatti, nei tre Comuni della conca centrale dell’Altopiano (Asiago, Gallio e Roana) ci sono oltre 13.000 seconde case, per un totale di 75.000 residenti, la maggior parte dei quali non si fa mai vedere. Ma appena arrivano, mandano in tilt l’intero altopiano: la viabilità si blocca, mancano i parcheggi, circonvallazioni, aree camper, sentieri pedonali, piste ciclabili, infrastrutture sportive e perfino «gli stessi servizi che erano stati previsti a supporto dell’espansione edilizia». Lo si legge nel documento programmatico del nuovo Prg di Asiago. Il motivo è semplice: gli investimenti privati marciavano con il vento in poppa, il pubblico non aveva il quattrino per tenere il passo. Tutto è andato all’edilizia delle seconde case, niente allo sviluppo e all’adeguamento dei servizi (sportivi, culturali, ricreativi) offerti ai turisti medesimi, «con il risultato che le seconde case rimangono chiuse troppo - dice Gios - perché la nostra offerta in termini di infrastrutture è rimasta arretrata. Siamo al punto che nei periodi di massima affluenza l’Altopiano diventa invivibile per residenti e per i turisti. E’ giunto il momento di fermarci, di investire in strutture alberghiere-ricettive, in centri benessere che portino una economia diffusa».
Peccato che mentre Asiago blocca le seconde case, Roana continua a prevedere 750.000 metri cubi di nuova edilizia. E Gallio, che già scoppia, non ha tagliato un metro quadrato. (r.m.)











IL CASO
Stop ai cantieri in montagna con il nuovo piano regionale

dal gazzettino


Vicenza
La casa delle vacanze in montagna rischia di rimanere un sogno irrealizzato. È in arrivo il blocco delle seconde case nelle località montane del Veneto, dall'Altopiano di Asiago (Vicenza) al comprensorio di Cortina d'Ampezzo (Belluno). In sostanza uno stop allo sviluppo turistico selvaggio: lo prevede il governo del Veneto nel nuovo Ptrc - Piano territoriale regionale di coordinamento. Per il momento si tratta di una bozza appena consegnata alla Giunta della Regione Veneto perciò aperta a discussioni e confronti prima di arrivare in aula dove sarà nuovamente passata al setaccio, per essere approvata entro la fine dell'anno.

Non sono dunque esclusi cambiamenti nell'iter che il piano avrà prima della sua approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale, ma lo stop alle speculazioni edilizie sembra certo ala luce delle direttive del governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che punta al lancio del cosiddetto Terzo Veneto. Ad Asiago , Gallio e Roana ci sono oltre 13mila seconde case, per un totale di 75mila residenti, la maggior parte dei quali non si fa mai vedere, se non nel breve periodo delle ferie estive e invernali. Il problema è dato dal fatto che quando tutte queste abitazioni si animano la viabilità si blocca, mancano i parcheggi, le circonvallazioni per evitare l'ingresso nei centri urbani, le aree per camper, i percorsi pedonali, le piste ciclabili, le infrastrutture sportive e perfino «gli stessi servizi che erano stati previsti a supporto dell'espansione edilizia».

Le seconde case rimangono chiuse troppo, è la tesi del sindaco di Asiago Andrea Gios, favorevole al blocco dell'edilizia che privilegia le abitazioni per le vacanze, e ciò va a scapito delle infrastrutture e dei servizi pubblici, nonché della qualità della vita dei residenti. Una serie di motiovi che, com'è noto, ha portato località come Asiago e Cortina a chiedere di passare al Trentino Alto Adige per poter disporre di finanziamenti adeguati per i Comuni montani.

Visitatore
Oggetto: Re: Articolo Sul MATTINO DI PADOVA, 3set08
...finalmente, finalmente. Ma non è anche il caso di sostenere Gios in tutto questo? Come si fa? Intendo dire, non sarebbe una buona cosa che si manifestasse pubblicamente a favore di questa presa di posizione storica? Silenzio assordante... la gente da che parte sta? Non possiamo aspettarci nulla dai quotidiani locali, ma se ad un certo punto la stessa enfasi per il successo del referendum "pro-trentino" si potesse registrare in termini di movimento d'opinione popolare a sostegno della battaglia di Gios... Non ho grande feeling con i politici, ma qui si tratta di altro. Non è di destra o di sinistra preoccuarsi e voler essere protagonisti del proprio territorio. Qualcuno è daccordo e ha delle idee in merito? Andrea Cunico Jegary


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