Questione ancora aperta su un argomento spinato, che sta tendendo i nervi dei portatori di interesse (stakeholders). Sono pochi con grandi rendite da queste posizioni date dal Consiglio Comunale di Asiago sotto amministrazione Francesco Gattolin, ma anche tolte dallo stesso sotto amministrazione Andrea Gios. Due visioni agli antipodi sul governo del territorio che non possono collima in nessuna logica comune.
Gattolin con una linea dell’aumentare le seconde case, quindi grandi lottizzazioni in aree verdi perché il la logica unica dell’altopiano è l’edilizia e le immobiliari, viste come possibile via salvifica alla crisi economica e alla recessione strutturale di un territorio.
Gios con la voglia di riconoscere che i tempi sono cambiati e che la crisi nei sistemi ad alto consumo non dipende dallo costruire seconde case e consumare la “terra” a favore di pochi interessati. Ma con il blocco delle seconde case nuove e spingendo verso una economia di servizi (alberghi, centro congressi, via delle malghe, bed and breakfast.. ) si può arrivare ad un diverso tipo di economia basata sulla qualità e non più su quantità di calcestruzzo.
Ora il vecchio sul nuovo si sta dibattendo, per resistere alla privazione di queste ultime lottizzazioni, come se non esistesse altro per lo sviluppo. Eppure se solo questi “grandi investitori” potessero capire e credere in una alternativa potrebbero, al posto di portare i loro capitali all’estero, finalmente investire ad Asiago. Senza battersi sul petto gridando alla bestemmia.
Ma il mondo sta cambiando per fortuna più velocemente delle loro conservatorismo (ossimoro). Il mondo si sta ristrutturando, la crisi economica mondiale che ci ha investito è questo. Il petrolio costa troppo ed inquina, dobbiamo cambiare. I consumi sono troppo elevati e se il mondo si vuole sviluppare devono essere ridotti (un americano consuma come 70 africani o 40 cinesi, quanti mondi servirebbero.. 7 pianeti terra se tutti consumeremo con questi trend?)…
.. ed infine la crisi immobiliare mondiale, partita dai mutui facili e dai terreni facili, ora deve essere bloccata…
Salvare Asiago e capire perché dobbiamo salvare il Mondo..
Dal Vostro Inviato..
Ivan Baù
asiago. Il sindaco sulla lottizzazione: «Partita ancora aperta»
Le “Colonie” tornano
sul tavolo del Tar
Venerdì 13 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 30 giornale e-mail print
L’area della lottizzazione delle Colonie torna sul tavolo del TarLa questione Colonie, il piano di lottizzazione previsto dal Prg ma non approvato dall'attuale amministrazione e fulcro di un contenzioso legale tra i lottizzanti ed il Comune, ritorna nuovamente sui banchi del TAR del Veneto. Nella seduta della seconda sezione del tribunale amministrativo regionale i giudici hanno dovuto nuovamente affrontare la questione “Colonie" decidendo di fissare un udienza ma nello stesso tempo rigettando la richiesta di sospensiva della delibera comunale avanzata dai legali dei lottizzanti ritenendo che non ci siano i presupposti del danno grave da giustificare il provvedimento cautelativo.
Il braccio di ferro va avanti dal settembre 2007 quando le ditte lottizzanti hanno depositato il piano d'urbanizzazione della zona d'espansione denominata "Colonie" piano che necessitava dell'approvazione del consiglio comunale che lo ha negato. È seguito un ricorso al Tar che ha dato ragione ai lottizzanti e anche un ricordo al Consiglio di Stato che, pur dando torto al Comune, valutava errata la metodologia dietro alla non approvazione e piuttosto che la non approvazione in se. In ogni modo al Comune è stato imposto di stralciare la delibera di non approvazione e di riproporre la delibera di approvazione del piano. Ancora una volta, e siamo nel novembre del 2008, la delibera arriva in consiglio e la maggioranza rifiuta l'approvazione del piano di lottizzazione motivandolo con l'insufficiente viabilità per raggiungere l'area in questione. Decisione che ha scatenato un altro ricorso al Tar e che ci porta alla seduta del 4 marzo.
«Non è ancora deciso nulla quindi la partita è ancora aperta - commenta il sindaco Andrea Gios - Però credo sia significativo che questa volta i giudici hanno voluto capire meglio la situazione per valutare tutta la questione». G.R.